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Shooting by car – Combat Arms n°4 anno IV – Agosto 2016

Shooting by car – Combat Arms n°4 anno IV – Agosto 2016

 

I corsi della KMA per il tiro israeliano dall’automobile entusiasmano i professionisti del settore

di Manuel Spadaccini, Carabiniere in congedo ed Istruttore professionista nel settore del Combat Shooting Israeliano, fondatore e Direttore Tecnico della KMA – Krav Maga Academy.

Che si tratti di un comune servizio di vigilanza notturna, di un trasporto valori, di un articolato servizio scorta o di un pericoloso convoglio in zone “calde”, i veicoli rappresentano da sempre un importante strumento di lavoro per le Forze dell’Ordine e per gli operatori sella sicurezza. Non sono da considerare esclusivamente come dei semplici mezzi di trasporto, bensì come importanti dotazioni che posso essere utilizzate per offrire agli operatori maggiori possibilità di protezione ed intervento. Un esempio classico di protezione è l’impiego di un veicolo blindato per garantire l’incolumità al VIP di turno, tuttavia l’utilizzo di un veicolo può non fermarsi ad un assetto difensivo, bensì diventare anche offensivo, come ad esempio l’installazione del “bull bar” sulle auto della Polizia statunitensi, impiegato come rostro per speronare i veicoli in fuga. In altri Paesi si va addirittura oltre, con i veicoli che acquisiscono delle vere e proprie corazzature, ne è un esempio il “Caveirao”, veicolo caratteristico del “BOPE” (il Battaglione di Polizia per operazioni speciali di Rio de Janeiro) in grado di sfondare le barriere improvvisate dai criminali per impedire l’accesso delle Forze dell’Ordine nelle difficili ed ostili favelas.

 

Prima di tirare il grilletto

Senza spostare la discussione verso veri e propri veicoli militari, è possibile osservare che in ambito operativo un veicolo può pertanto svolgere diverse funzioni. Può essere impiegato come riparo, come apripista o perché no, anche come un’eccellente arma in risposta ad attacchi violenti ed armati. E se a bordo prendono posto degli operatori ben addestrati al tiro da veicoli, allora la reazione sarà notevolmente più efficace.

Si perché occorre un training specifico per l’utilizzo corretto e sicuro delle armi a bordo di un veicolo. Gli operatori che si avvicinano a questo particolare training proposto dalla KMA – Krav Maga Academy, capiscono sin da subito che fare fuoco da un’auto in movimento è tutt’altro che semplice. Ed il difficile non è, come si potrebbe pensare, solamente centrare il bersaglio (che anch’esso potrebbe essere a sua volta in movimento), perché le difficoltà emergono molto prima di arrivare a tirare il grilletto.

 

Niente incidenti, priorità alla sicurezza

Per prima cosa la sicurezza. Lavorare in un ambiente ristretto come sul sedile di un’auto richiede lucidità, padronanza dei movimenti e principi di sicurezza ben assimilati. Figuriamoci se gli operatori a bordo, chiamati a dover fare fuoco, siano più di uno. Ciascuno di essi deve sapere esattamente come movimentare l’arma all’interno dell’abitacolo, non solo durante l’estrazione o l’ armamento per poi arrivare alla posizione di tiro, ma ogni professionista deve anche essere in grado di cambiare posizione, effettuare un cambio caricatore o risolvere un eventuale inceppamento senza diventare pericoloso per se stesso o per i colleghi a bordo. Anche le aree di tiro di propria competenza e le relative posizioni assunte reciprocamente dagli operatori, devono essere ben definite, pena il rischio di incidenti.

 

Muoversi nell’auto

Una volta assimilati i principi e le procedure di sicurezza, i professionisti dovranno pertanto essere in grado di compiere rapidamente i movimenti necessari al combattimento, come ad esempio variare direzione e/o posizione di tiro. Già l’estrazione dell’arma può risultare ostica in quanto la posizione da seduto, l’eventuale cintura di sicurezza allacciata, gli ingombri ridotti, non fanno altro che complicare i movimenti. Anche una volta raggiunta la posizione di tiro, un operatore può continuare a trovarsi in difficoltà. Un veicolo in movimento infatti, a causa di accelerazioni, decelerazioni, curve, manovre evasive, asperità del fondo stradale, può rendere molto instabile il professionista a bordo chiamato a fare fuoco e se costui non è ben “ancorato” nella propria posizione, quest’ultima risulterà estremamente precaria, dalla scarsa efficacia, persino troppo pericolosa per poter premere il grilletto. Per questo motivo esistono specifiche posizioni di tiro da adottare a seconda sia di dove si trovi il bersaglio, sia di quale sedile occupi l’operatore chiamato a fare fuoco.

 

Tutto è più difficile

Nello scontro a fuoco da un’ automobile è quindi tutto più complicato. Oltre al proprio veicolo, anche il nemico potrebbe essere in movimento e l’operatore stesso, con molta probabilità, sarà chiamato a muoversi cambiando posizione di tiro, per adattarsi al maledetto bersaglio, tanto difficile da centrare perché in grado di essere prima frontale ad ore 12, transitare rapidamente per ore 3, fino ad arrivare alle spalle del veicolo dell’operatore ad ore 6, giusto per fare un esempio. Se si uniscono tutte queste variabili e si sommano al doversi coordinare sinergicamente con i colleghi a bordo, si comprende quanto sia articolata ed assolutamente preziosa un’ idonea formazione, specifica per questo tipo di attività. Per queste ragioni nei corsi KMA viene proposto un programma appositamente studiato per il tiro dai veicoli, proprio per preparare i professionisti anche a queste condizioni così al limite, affinché operino in sicurezza, adattandosi rapidamente alla situazione ed agli inevitabili imprevisti, lavorando in maniera sinergica nel proprio team. Aspetti cruciali che una valida e seria formazione deve assolutamente affrontare, perché, anche se può sembrare coinvolgente ed adrenalinico sparare da un’automobile -complici le affascinanti scene viste nei film d’azione-, la vita reale non è un film e non consente di ripetere la scena se qualcosa va storto. E’ quindi possibile comprendere come un vero professionista debba sviluppare la propria formazione a 360°, senza mai sentirsi arrivato, proprio per incrementare le probabilità di successo e sopravvivenza in caso di risposta ad aggressioni violente.

Manuel Spadaccini è disponibile per qualsiasi domanda o confronto. Contatti sul sito www.kma.it

Didascalie:

  • Il Caveirao, veicolo corazzato caratteristico del BOPE di Rio de Janeiro, impiegato anche per abbattere le barriere improvvisate dai criminali delle favelas.
  • i veicoli possono offrire protezione in molteplici situazioni, ma il loro utilizzo può non fermarsi ad un assetto difensivo
  • Se a bordo prendono posto degli operatori ben addestrati al tiro dai veicoli, la reazione ad attacchi violenti ed armati sarà notevolmente più efficace
  • Nello scontro a fuoco da un’automobile è tutto più complicato. Un professionista deve prevedere un’ idonea formazione anche in questo campo
  • Stabilità. Paolo Tosoni di KMA mostra in un corso “VIP Protection” una posizione di tiro ad ore 6, nel caso sul retro non vi siano passeggeri e l’auto non sia blindata
  • Sequenza di uno dei tanti esercizi proposti da KMA. Sicurezza nel maneggio dell’arma e stabilità di tiro sono fondamentali
  • Corsista KMA impegnato in una sessione di tiro da veicolo in movimento
  • Manuel Spadaccini di KMA mostra le aree di tiro di competenza di un operatore in base alla posizione occupata nel veicolo e le relative posizioni di tiro
  • Nell’immagine a sinistra il braccio sporge correttamente, a destra invece no, in caso di urti o tamponamento il braccio subirebbe un pericoloso trauma
  • Auto in movimento. Chissà se il corsista riuscirà a colpire subito il bersaglio ad ore 12 o sarà costretto a cambiare posizione per tirare ad ore 3 o 6
  • Il lavoro in team richiede uno specifico training. Intesa e cooperazione renderanno la risposta efficace anche contro più nemici contemporaneamente

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