side-area-logo

COMBATTERE CON IL FUCILE D’ASSALTO, ISRAELI STYLE – Combat Arms n°3 anno IV – Maggio 2016

COMBATTERE CON IL FUCILE D’ASSALTO, ISRAELI STYLE – Combat Arms n°3 anno IV – Maggio 2016

I corsi “RIFLE Tactical Combat Shooting”, proposti in Italia da KMA, attirano gli addetti ai lavori ma soprattutto convincono chi li prova. Vediamoli più da vicino.

di Manuel Spadaccini, Carabiniere in congedo ed Istruttore professionista nel settore del Combat Shooting Israeliano, fondatore e Direttore Tecnico della KMA – Krav Maga Academy.

Combattere con un fucile d’assalto, che sia un M16, un M4, un AK47, o -perché no- con una pistola mitragliatrice MP5, è qualcosa di completamente diverso dal saperci semplicemente fare fuoco. Chiunque, con un po’ di pratica, può diventare discretamente bravo a fare centro al poligono, ma un conto è esercitarsi per finalità sportive, ricercando il 10 sulla sagoma con l’obiettivo di vincere la gara -in competizioni nelle quali l’unico ostile è il cronometro-, altra cosa è invece prepararsi professionalmente per combattere per la propria e/o altrui sopravvivenza. Infatti, se per un Militare, per un operatore delle Forze dell’Ordine, per un operatore della sicurezza o per un comune cittadino l’ obiettivo è imparare a combattere e difendersi con il caro ed amato fucile, la semplice pratica al tiro statico o dinamico sportivo non sarà idonea allo scopo. Questo perché tali pratiche non insegnano concetti e metodi fondamentali atti a proteggersi, lavorare e comunicare in team, osservare l’ambiente, utilizzare un veicolo, lavorare tra la folla, gestire l’adrenalina e prendere con lucidità decisioni cruciali in rapidissimo tempo. In virtù di queste ragioni occorre pertanto prima distinguere le proprie necessità lavorative e/o aspirazioni e successivamente individuare la formazione idonea al proprio scopo. Nei casi delle sopracitate esigenze operative e/o difensive, sarà assolutamente necessario affidarsi ad un efficace sistema di combattimento, praticando un training specifico, certamente impegnativo, ma che sicuramente darà i suoi risultati, aiutando il corsista a raggiungere il proprio obiettivo.

Sfruttare l’esperienza israeliana

Il sistema israeliano denominato “Tactical Combat Shooting” proposto dalla KMA – Krav Maga Academy ha proprio tali caratteristiche. Non è certo presunzione di questo articolo voler individuare un sistema migliore rispetto ad altri, ma indubbiamente gli israeliani hanno esperienza da vendere in termini di risposte ad attacchi violenti. Grazie a questo purtroppo ampio, ma prezioso vissuto, gli operatori della Terra Santa sono stati in grado di individuare un metodo di combattimento molto aggressivo e semplice, basato su un’infinità di esperienze pregresse, che risulta quindi estremamente e realmente efficace. Il particolare training proposto da KMA insegna proprio tale metodo israeliano immergendo il corsista in un ambiente realistico, con altrettanto realistiche necessità ed imprevisti, stimolando l’operatore al ragionamento, all’adattamento alla situazione ed al lavoro in team, il tutto in condizione di crescente stress indotto.

L’adrenalina gioca brutti scherzi

Il “Tactical Combat Shooting” israeliano sposa specifiche soluzioni quali ad esempio: posizioni di tiro raccolte e compatte, volte alla massima stabilità, caratteristica utile quando, trovandosi ad esempio in contesti pubblici come mercati o centri commerciali, l’operatore può essere urtato da civili in fuga oppure quando viceversa, in ambienti ristretti, viene urtato da colleghi in movimento. Nelle fasi di cambio caricatore od in qualsiasi caso di movimentazione del fucile, viene insegnato a tenere lo sguardo verso il nemico, per non perdere nulla del teatro operativo, semmai -quando necessario- sarà l’arma a salire nel campo visivo e non viceversa. Se l’operatore desidera far fuoco da dietro un riparo, la canna del fucile dovrà leggermente oltrepassare la barriera, per evitare di sparare accidentalmente sul riparo stesso, generando pericolosi rimbalzi del proiettile esploso o semplicemente evitare il distacco di detriti dalla parete che potrebbero finire negli occhi dell’operatore (può sembrare strano ma è stato osservato che in un vero scontro a fuoco l’adrenalina può giocare brutti scherzi e certi errori avvengono non di rado). Sono solo piccoli esempi delle caratteristiche di questo straordinario metodo di combattimento ma che ben illustrano i concetti fondamentali che lo hanno definito, come le reali necessità, problematiche ed imprevisti che un operatore coinvolto in un vero scontro a fuoco è chiamato ad affrontare.

Parola d’ordine: aggressività

Anche l’aggressività, come in ogni combattimento che si rispetti, è fondamentale. L’ingaggio israeliano è infatti molto aggressivo, caratterizzato da un corposo volume di fuoco. La precisione assoluta lascia posto alla necessità che l’ostile riceva rapidamente almeno 3-4 colpi in corpo, questo per non dargli tempo di rispondere al fuoco e/o di raggiungere un riparo. Tale soluzione deriva anche da specifiche esigenze di stoppare rapidamente eventuali azioni atte ad innescare esplosivi e, più in generale, ad ottenere una veloce e decisiva risoluzione dello scontro. Sfruttando l’esperienza acquisita, il “Tactical Combat Shooting” israeliano è orientato alla massimizzazione della performance e al drastico abbassamento dei rischi.

 

All’aperto o in edifici, anche al buio

Ovviamente un sistema di combattimento tanto efficace e particolare necessita di un idoneo training, supportato da un’organizzazione affidabile, munita di istruttori esperti, idonei strumenti e specifiche aree addestrative. Per questo KMA dispone di diverse aree training, in Italia ed all’estero, per la formazione dei propri corsisti al combattimento con fucile d’assalto: ampi poligoni all’aperto per semplici o articolati esercizi, praticati prima con fedeli simulacri di M4 e successivamente a fuoco, anche mediante l’utilizzo di veicoli. Si aggiungono inoltre nella disponibilità dell’Accademia ampi e complessi edifici per la movimentazione tra stanze, corridoi, scale, ascensori, mense, toilette, scantinati, ecc… che consentono esercizi realistici di bonifica, rastrellamento ed irruzione in ambienti chiusi, di giorno ma anche di notte. Buona parte degli interventi e dei reali scontri a fuoco avvengono infatti in condizioni di scarsa luce o buio completo, per questo i corsi con fucile d’assalto della KMA prevedono esercizi a fuoco, movimentazione in singolo ed in team, comunicazione e gestione degli imprevisti in ogni condizione di luce.

Tirare il grilletto? L’ultimo dei problemi!

Lo stress indotto la fa da padrone in questi corsi “Rifle”: non solo la scarsa luce quindi, ma anche la gestione della fatica fisica, degli imprevisti come inceppamenti, trasporto feriti, transizioni d’emergenza da arma lunga a corta, sono sempre in agguato nei programmi proposti dall’Accademia. I corsi Krav Maga Academy con fucile d’assalto sviluppano volutamente nell’allievo la capacità di ragionamento e di adattamento. Sono queste le caratteristiche che rendono un operatore veramente professionale e, soprattutto, esse posso indubbiamente fare la differenza riportandolo a casa vivo dopo uno scontro a fuoco. Come dicono spesso gli Istruttori KMA ai loro corsisti: ”alla fine, vedrete che tirare il grilletto sarà l’ultimo dei vostri problemi”.

Manuel Spadaccini è disponibile per qualsiasi domanda o confronto. Contatti sul sito www.kma.it

Didascalie:

  • Manuel Spadaccini di KMA mostra la caratteristica posizione israeliana di tiro in piedi. Da notare il corpo raccolto e l’arma premuta vicino alla zona centrale del petto.
  • Il concetto di posizione compatta e stabile lo si ritrova anche nella posizione di tiro in ginocchio.
  • Nel cambio caricatore d’emergenza l’arma sale nel campo visivo, l’operatore tiene lo sguardo puntato sul nemico e comunica urlando al resto del team il suo status momentaneo
  • Fucili d’assalto e Glock sui tavoli, simulacri a terra. KMA dispone di idonei strumenti per la formazione dei propri corsisti.
  • Buona percentuale di reali scontri a fuoco avviene in condizioni di scarsa luce. L’addestramento al buio, sia in singolo che in team, è caratteristica dei corsi formativi KMA
  • Procedura di emergenza di transizione da arma lunga a corta, fino all’armamento della pistola davanti al volto, nella caratteristica modalità israeliana.
  • Nel corso “Rifle Lev 1” i corsisti imparano a muoversi in coppia
  • Stanze, corridoi, scale, ascensori ed altro, KMA dispone per la formazione dei propri corsisti di una vasta ed articolata struttura a più piani, per training diurno e notturno
  • I corsi RIFLE della KMA prevedono esercitazioni anche in modalità “VIP Close Protection”
  • Per KMA le capacità di comunicazione, team work e leadership sono alla base di una efficace formazione. Il programma formativo è pertanto studiato appositamente

pag 1 pag 2 pag 3 pag 4

KMA

Leave a reply

X